.torna l'insight

Siamo appena tornati all’università per una nuova avventura tra brand habitat, studenti e marche da inventare, e abbiamo ricominciato a prenderci il tempo di ripartire dalle cose importanti, quelle che fanno la differenza.
Siamo tornati a parlare di insight. Che bello. Penso che ci dorvemmo imporre ogni tanto di farlo, così per il gusto di farlo e per training. Alla fine, più lavoriamo e più ne parliamo, è tutto lì: il mondo della comunicazione, qualunque comunicazione, moderna, tradizionale o futuribile è interessante per le persone solo se e quando incontra e intercetta un insight rilevante e vero.
E allora avanti. Cerchiamoli questo insight. Non assomigliano alla strategia, non sono ancora creatività, sono cose semplici, naturali, pensieri che fanno sorridere per la loro verità, al limite della banalità. Sono quelle cose che alla fine ci fanno dire “è vero”. Questo è un bell’esempio! Il volto di un dittatore non amato diventa una forte spinta a votare alle nuove elezioni. E’ successo in Tunisia. L’insight, la semplice verità su cui si basa quest’idea: la paura ci fa reagire! Bellissimo.
A proposito di paura: l’unica che dobbiamo avere nel nostro lavoro è non riuscire a vedere gli insight 🙂